martedì 20 gennaio 2009

Decreto anti-crisi: controlli sulle associazioni

a cura del Rag. Cesare Gennari

Il piano anti-crisi di recente approvazione, peraltro in attesa di diventare legge definitiva, ha previsto un inasprimento dei controlli sulle associazioni, in particolare, sulla regolare applicazione dei cosidetti "regimi agevolati" ai fine dell'applicazione delle imposte IVA, IRES, IRAP (Legge 398/91).

In rapida sintesi, ma vi invito ad approfondire l'argomento perchè contrariamente a quanto si pensa quello dell'associazione è un istituto molto vasto e spesso preso troppo alla leggera (specie da chi tali organismi li costituisce) faccio un sunto delle principali agevolazioni fiscali delle associazioni, sulle attività cosidette "collaterali"; in pratica, si tratta di attività di natura commerciale che però sono connesse al perseguimento di uno scopo istituzionale.

Esempi di attività che rientrano nel regime forfetario:

Un'associazione culturale decide di aprire nella propria sede un bar a disposizione dei soli tesserati. emettendo regolarmente gli scontrini. (l'attività è di per sè commerciale ma connessa al fine istituzionale dell'associazione e, dunque, usufruisce del regime forfetario).

Un'associazione sportiva dilettantistica deve intraprendere una stagione nel campionato dilettanti e necessità di uno sponsor il cui nome comparirà sulle maglie della squadra, sulle tute e sui borsoni.
E' un'attività commerciale ma connessa al fine istituzionale, perché quei fondi serviranno ad acquistare l'attrezzatura, gli abiti di gara a sostenere le trasferte e i pernotti degli atleti; dunque, usufruisce del regime forfetario.

Controesempio:

L'associazione musicale X ha tra i suoi iscritti dei disc-jockey. L'associazione viene contattata dall'Y night club che chiede la presenza dei dee-jay per una serata di ballo.
L'attività è commerciale ma non è connessa ad un fine istituzionale, un fine cioè destinato al sociale o ai singoli associati (bensì a terzi imprenditori) dunque è assoggetata al regime normale in termini di imposte dirette e indirette.

Una raccomandazione: non costitutite mai associazioni per lo svolgimento di attività commerciali, perché a differenza delle società commerciali:

a) nelle associazioni il numero degli associati è illimitato e non può essere limitato (nemmeno statuariamente);
b) la destinazione prevalente degli utili (meglio, degli avanzi di gestione) in favore dei singoli associati è illegale salvo che non sia fatta in misura limitata e a favore di prestatori d'opera occasionale;
c) deve essere sempre garantita la consistenza di liquidità per consentire all'associazione di poter sopravvivere (in caso contrario, si profila il reato di appropriazione indebita);
d) ultimo, ma non meno importante, qualora veniste scoperti, oltre al sanzionamento fiscale (che è il minore dei mali) potreste andare incontro ad una serie di reati di natura civile e penale.

IVA:

E' prevista l'applicazione dell'abbattimento IVA per le seguenti attività e nelle seguenti misure:

  • Prestazioni pubblicitarie: abbattimento dell'IVA sulle fatture emesse del 50%
  • Sponsorizzazione: abbattimento dell'IVA sulle fatture emesse del 10%
  • Cessione di diritti di ripresa audio-televisiva: abbattimento dell'IVA sulle fatture emesse del 33,34%
Col regime agevolato non è prevista altresì l'applicazione degli interessi del 1% per liquidazioni trimestrali.
Si fa infine presente che per l'applicazione dell'IVA con regime forfetario L. 398/91, non è prevista la detraibilità dall'IVA sulle vendite dell'IVA sugli acquisti.

Tutte le altre attività commerciali, non connesse al perseguimento del fine istituzionale, scontano l'IVA nei modi normali.

IRES:

Con il regime forfetario, l'imposta sui redditi delle società è pari al 3% del valore imponibile delle attività precedentemente descritte. Per le altre attività non è prevista l'applicazione dell'agevolazione.

IRAP:

La base imponibile per i forfetari è data dalla somma tra il valore della produzione netta (i ricavi delle attività con regime agevolate) e le spese sostenute per:

  • Compensi per lavoro dipendente o collaboratori coordinati e continuativi connessi all'attività istituzionale;
  • Compensi per lavoro autonomo occasionale sempre connessi all'attività istituzionale;
  • Interessi passivi.
Per poter usufuire di tale regime agevolato, il volume d'affari non deve superare i complessivi € 250.000 rapportati ai giorni di durata effettuiva dell'esercizio.
Al superamento del limite, nel mese immediatamente successivo decade il regime agevolato e l'associazione è sottoposta ai regimi fiscali ordinari.

In conclusione, nel tenere la contabilità di un'associazione che opta altresì per il regime forfetario (e ripeto quando si tratta di attività commerciali connesse a quella istituzionale) è opportuno procedere a delle rilevazioni separate che comprendano:

a) La parte relativa alla sola attività istituzionale e alla movimentazione di cassa dei proventi e delle contribuzioni degli associati, le spese per servizi di energia elettrica, riscaldamento, ecc.

b) La parte relativa alle attività commerciali connesse al fine istituzionale (tenute col regime cosidetto "supersemplificato").

c) La parte relativa alle altre attività commerciali svolte a favore di terzi estranei all'associazione nei modi previsti per le società commerciali vere e proprie.

Quanto sopra lascia intendere quanto complesso sia il mondo delle associazioni, anche in termini di adempimenti e regimi fiscali, rispetto alle stesse società e imprese commerciali, e il perché di tale difficoltà risede nel dimostrare la prevalenza del fine istituzionale rispetto a quello lucrativo.

Le novità introdotte dal D.L. 185/2008:

La disciplina dei controllo di cui al decreto anti-crisi è finalizzata a scovare delle distorsioni nell'applicazione del cosidetto "regime forfetario":
In pratica, la disposizione non elimina il regime agevolato per le attività connesse ma lo vincola ad alcuni adempimenti, ai quali sono chiamati tutti gli enti di tipo associativo (sportive, culturali, ONLUS, fondazioni, comitati, ecc.).

Adempimenti:

Il primo adempimento riguarda l'adeguamento degli statuti con inserimento della cosidetta clausola di democraticità, ovvero, il divieto di distribuzione tra gli associati degli avanzi di gestione.

Il secondo adempimento, ancora da definire, concerne la trasmissione telematica dei dati fiscali, mediante apposito modulo dell'Agenzia delle Entrate e che dovrebbe essere approvato entro il 31/01/2009.

Contolli:

I controlli, in buona sostanza, vengono effettuati su tutte le entrate delle associazioni, ivi comprese:

  • le quote associative: comunque denominate;
  • corrispettivi: sia per attività commerciali svolte a favore degli associati che per soggetti estranei all'associazione.
Sono invece escluse:

  • le attività isituzionali in assenza di specifico corrispettivo;
  • le donazioni e le erogazioni liberali
  • le raccolte di fondi in occasione di manifestazioni.

I maggiori rischi in caso di inadempimento sono l’assoggettamento ad imposta delle:

• quote associative (per qualsiasi tipo di associazione)
• corrispettivi per attività (cessioni di beni e prestazioni di servizio) svolte congiuntamente:
- dalle associazioni di cui all’art. 148 c. 3: di promozione sociale, assistenziali, culturali, di categoria e sindacali, politiche e religiose (N.B.: in sostanza quasi tutte le associazioni esistenti)
- nei confronti dei propri associati
- verso specifico corrispettivo

ove tali attività non rientrino nei casi di presunzione assoluta di commercialità (in tal caso, infatti, sono soggette comunque ad imposta).

Al fine di evitare l’imponibilità
• ai fini redditi
• e ai fini Iva

le associazioni avranno l’obbligo:
1. previgente: conformare lo Statuto (ed effettivamente porle in essere) alle cd. “regole di democraticità” (divieto di distribuzione degli avanzi di gestione, obbligo di devoluzione del patrimonio allo scioglimento, redazione di un rendiconto annuale, libera eleggibilità dei soci maggiorenni, ecc.)

2. nuovo: comunicare (per via telematica) “i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali” tramite apposito modello da approvare entro il 31/01/2009 con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Al momento non si conosce la tipologia di dati da comunicare nè i termini per l'adempimento che saranno comunicati successivamente dall'Agenzia delle Entrate. Basti sapere, in questa sede, che i dati e le informazioni richieste potrebbero non limitarsi ai dati contabili.

Conseguenze legate all'inadempimento:

Quote associative e corrispettivi divengono tassabili e pertanto si avrà:
- la mancata “certificazione” degli importi incassati
- l’infedele (o omessa) dichiarazione ai fini Iva e redditi
- l’omesso versamento di Iva e Ires riferite all’intero periodo considerato dalla comunicazione omessa.
Anche se troverà applicazione il “cumulo giuridico” a mitigare le sanzioni, le conseguenze saranno pesanti.

Sono escluse da tali adempimenti le associazioni di volontariato e le Pro-Loco.

Riferimenti bibliografici:

Stefano Ragghianti, "Associazioni e società sportive", Edizioni Editoriali ESSELIBRI, Collana Professionisti, Diritto e società, 2006

Circolare REFI del 16/01/2009 da INFO-FISCO n° 009/2009 a cura del Dott. Andrea Cirrincione

Ringraziamenti:

Al collega Rag. Aldo Pesimena per l'importante supporto nella realizzazione del post.